NUTRIZIONISTA CASERTA DOTT. PASSARELLI
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Tiroide e Melatonina

8/10/2025

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---------------------------TIROIDE-------------------------------
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La patologia autoimmune della tiroide (ATD) è una malattia multifattoriale in cui l'autoimmunità contro gli antigeni tiroidei si sviluppa a fronte di un particolare background genetico facilitato dall'esposizione a fattori ambientali.
Le malattie autoimmuni della tiroide sono caratterizzate dall'infiltrazione della tiroide da parte delle cellule T e B che sono reattive agli antigeni tiroidei, dalla produzione di autoanticorpi tiroidei e da un'anormale funzione tiroidea
dell'attività degli enzimi antiossidanti [superossido dismutasi (SOD), glutatione (GSH), perossidasi (GSH-Px) e catalasi (CAT)] che è stata ben documentata .
Ci sono dati in letteratura che indicano una relazione tra melatonina e attività tiroidea.
Diversi studi hanno suggerito un ruolo paracrino di questa molecola nella regolazione dell'attività tiroidea.
Agendo sul grado di perossidazione lipidica che era diminuito, in modo concentrazione-dipendente,dalla melatonina, e supportando il ruolo protettivo di questa nella prevenzione dei processi patologici.
Il ferro e il selenio partecipano alla formazione del T3 (ormone attivo) e del T4 (proormone), dove lo iodio fa parte di queste molecole, e il selenio è un cofattore delle deiodinasi che attiva il T4 convertendolo in T3 o inattiva sia il T4.
Lo zinco è importante per l'attivazione del recettore T3 e può influenzare la funzione tiroidea attraverso altri meccanismi
Un'adeguata assunzione di vitamine A, C ed E e del gruppo B è raccomandata nella profilassi e nella prevenzione delle malattie della tiroide a causa della loro protezione antiossidante (per le vitamine C ed E), antineoplastica e antigoitrogenica (per le vitamine A, D ed E), nonché della regolazione dell'asse ipofisi-tiroide, dell'assunzione di iodio nella ghiandola tiroidea e della segnalazione T3 .
L'inositolo e il suo metabolita più abbondante, il mio-inositolo, hanno un effetto protettivo sulla ghiandola tiroidea migliorando la segnalazione del TSH e la soppressione delle citochine proinfiammatorie.
La disbiosi modifica invece la risposta immunitaria incoraggiando l'infiammazione e diminuendo la tolleranza immunologica, danneggiando la membrana intestinale e aumentando la permeabilità intestinale con conseguente aumento dell’ infiammazione locale.
D'altra parte, la disbiosi può influenzare direttamente i livelli dell’ ormone tiroideo a causa dell'attività batterica della deiodinasi e dell'inibizione del TSH .
Il microbiota intestinale regola anche l'assorbimento dei nutrienti legati alla tiroide come iodio, selenio, zinco e ferro. I probiotici hanno dimostrato di essere efficaci nei problemi alla tiroide e possono avere un buon effetto.
La melatonina ha dimostrato di regolare l'immunità della mucosa e di proteggere dall'infiammazione intestinale, come anche nella colite ulcerosa, una malattia infiammatoria cronica del colon.
Vitamina D infine è un altro capo saldo nella disfunzione tiroidea.
Alimenti utili che contrastino l’infiammazione sono invece:
Zenzero,resvetrarolo,curcuma,avocado,frutti rossi.
Dott.Passarelli R.
Bibliografia: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9101513/
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EFFETTO YOYO MAI PIU'

26/1/2025

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No ripresa del Peso , Mai piu' yoyo !

Seguire una dieta seria è molto importante, cosi’ da evitare effetto yoyo che non dobbiamo attuare …

Per evitare di compromettere il proprio metabolismo, per evitare di peggiorare la propria composizione corporea e dunque perdere massa magra,per scongiurare di aumentare il rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche(vedi insulino resistenza),per evitare di peggiorare il proprio microbiota kintestinale ,per evitare di ridurre il proprio metabolismo basale e per molti altri motivi anche psicologici.

Una ricerca recente evidenzia che le diete frequenti on-off (yoyo) esacerbano l'infiammazione intestinale ancora di più dell'obesità cronica, inoltre si instaurano dei Cambiamenti epigenetici che portano il corpo ad avere una memoria di questo aumento e riduzione di peso frequenti e dunque ad avere poi più difficolta a riprendere a mantenere il proprio peso stabile.

Inoltre quando si ingrassa , oltre ad avere delle cellule adipose più grandi , si ha anche un aumento di queste cellule adipose, quando si perderà peso gli adipociti si svuoteranno di grasso ma rimarranno sempre in numero maggiore e dunque si riprenderà con più facilità peso.

Chi ha spesso seguito varie dieta con perdita e ripresa del peso ha un microbiota alterato e in questi casi una dieta che prediliga alimenti amido resistenti è consigliata.
Per esempio, cucinare cibi come le patate, il riso e la pasta e poi raffreddarli in frigorifero prima di consumarli ,aumenta la presenza di amido resistente.

Il raffreddamento trasforma parte dell'amido digeribile in una forma resistente alla digestione.


I cibi ricchi di amido resistente sono le banane poco mature, le patate fredde, il riso integrale, il farro, la quinoa, i legumi . L ’amido resistente agisce come una fibra solubile attuando un’attività prebiotica,inoltre diminuirà l'apporto calorico.

In ogni caso quando si segue una dieta è bene che tale dieta sia sviluppata bene per far si che non riprendiamo il peso perso ed evitiamo le conseguenze negative dell’effetto yoyo di cui abbiamo discusso sopra.

Dott.Passarelli R.
​
www.nutrizionistacaserta.it
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LIPEDEMA

11/10/2024

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Il lipedema è una condizione cronica caratterizzata da un accumulo anomalo di tessuto adiposo, in particolare nelle zone delle gambe e talvolta nelle braccia, che può portare a dolore, gonfiore e una varietà di problemi psicologici e fisici.

La gestione del lipedema può includere diverse strategie, tra cui interventi dietetici, attività fisica e trattamenti medici.

Ecco alcune indicazioni per una dieta e approcci utili:

Dieta Consigliata

Alimentazione equilibrata:

Fai attenzione a un apporto equilibrato di carboidrati, proteine e grassi sani. Preferisci carboidrati complessi (cereali integrali, legumi, frutta e verdura).

Dieta Chetogenica:

Le diete chetogeniche, in particolare quelle a basso contenuto calorico (VLCKD), hanno mostrato risultati promettenti nel ridurre l'infiammazione e migliorare la composizione corporea nei pazienti con lipedema12. Queste diete tendono a limitare i carboidrati e a favorire l'assunzione di grassi sani, contribuendo a controllare il peso e a ridurre il dolore associato alla condizione.

Dieta RAD (Rare Adipose Disorders):
Questa dieta è progettata specificamente per le patologie del tessuto adiposo. Si concentra sul controllo dell'insulina e degli estrogeni, evitando alimenti che possono aggravare l'infiammazione, come latticini e cibi raffinati. La dieta RAD promuove un'alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani4.

Riduzione del sale:

Limita l'assunzione di sodio per ridurre la ritenzione idrica e il gonfiore.

Acidi grassi omega:

Includi alimenti ricchi di omega-3, come pesce grasso (salmone, sardine), semi di lino e noci, che possono aiutare a ridurre l'infiammazione.

Cibi antinfiammatori:

Scegli alimenti ad azione antinfiammatoria, come frutta e verdura fresche, spezie come curcuma e zenzero, e tè verde.
Evitare zuccheri raffinati e cibi trasformati:

Riduci il consumo di zuccheri aggiunti, dolci e alimenti altamente processati. Questi possono contribuire all'infiammazione e all'aumento di peso.

Glutine: Considerare l'eliminazione del glutine se si sospetta una disbiosi intestinale.

Idratazione:

Mantieni una buona idratazione bevendo acqua sufficiente, che può aiutare a ridurre la ritenzione idrica.

Controllo delle porzioni:

Fai attenzione alle porzioni per evitare l'aumento di peso, che può aggravare i sintomi del lipedema.

Interventi
Esercizio fisico:

Attività regolare, come camminare, nuotare o yoga, può aiutare a mantenere un peso salutare e migliorare la circolazione. L'esercizio low-impact è spesso più sostenibile O pedana vibrante a Infrarossi.

Terapia compressiva:

L'uso di indumenti compressivi può aiutare a gestire il gonfiore e migliorare la circolazione.
Terapie fisiche:

Tecniche come il drenaggio linfatico manuale possono essere utili nella gestione dei sintomi.

Consultazione medica:

È importante lavorare con un nutrizionista esperto nella gestione del lipedema per sviluppare un piano individualizzato.

Trattamenti chirurgici:

In alcuni casi gravi, può essere considerata la liposuzione per rimuovere il tessuto adiposo in eccesso, che può portare a un miglioramento significativo dei sintomi.

Considerazioni Finali

Ricorda che ogni persona è unica, quindi le strategie che funzionano per una persona potrebbero non essere efficaci per un'altra. Monitorare il proprio corpo e l'adattamento del piano di gestione in base ai risultati è fondamentale.

Collaborare con professionisti della salute specializzati nel lipedema può svolgere un ruolo importante nel gestire efficacemente questa condizione.

*Stadi del Lipedema

Stadio 1: Iniziale accumulo di grasso simmetrico.
Stadio 2: Maggiore accumulo con noduli palpabili.
Stadio 3: Accumulo severo con deformità evidenti. ​
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Resvetrarolo ...STRESS E DIMAGRIMENTO

2/9/2024

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Con l'inizio di Settembre si ritorna per tutti alle normali attività quotidiane e lavorative, per questo oggi parleremo di una molecola che può aiutarci controo i danni dello stress .

Un recente studio esamina gli effetti del Resveratrolo .

Il Resveratrolo è una molecola ormai conosciuta da molti ma cerchiamo di approfondirne meglio gli effetti collegati ad ansia e stress.

Si è visto più nel dettaglio come il Resvetarolo ha effetti neuroprotettivi e migliora il comportamento correlato allo stress, attenua il danno neuronale, la neuroinfiammazione, la disfunzione mitocondriale e la perdita di neuroplasticità, tutti fattori implicati nella patogenesi dell'ansia correlata allo stress.

Il resveratrolo è una molecola di origine vegetale ed è presente nell'uva, nei mirtilli, nei lamponi.

Inoltre per chi intenda dimagrire si è visto che il Resvetrarolo migliori la sensibilità all’insulina,regolando il metabolismo del glucosio e il metabolismo lipidico a livello epatico, prevenendo lo sviluppo di steatosi epatica, fattore spesso associato a obesità e resistenza insulinica.

Un comportamento persistente di stress che possiamo avere.... è associato a neuroinfiammazione, stress ossidativo e ridotta neuroplasticità.

Il Resvetrarolo ha dimostrato un potenziale neuroprotettivo significativo attraverso le sue proprietà antiossidanti, la soppressione della morte cellulare, il potenziamento della funzione mitocondriale e la promozione della neuroplasticità .
Questi effetti contribuiscono a ridurre la neuroinfiammazione e a migliorare i disturbi comportamentali.

È stato dimostrato che il RES riduce lo stress ossidativo nelle colture neuronali primarie aumentando le attività degli enzimi antiossidanti, come la superossido dismutasi (SOD), la catalasi, la glutatione reduttasi e gli antiossidanti non enzimatici come il tocoferolo, l'acido ascorbico e il glutatione, attenuando contemporaneamente l'accumulo di livelli di perossido lipidico.

RES agisce principalmente attraverso SIRT1(proteine della longevità) e AMPK (promuove fenomeni di autofagia cellulare) e corregge conseguenze deleterie degli eventi stressanti nel cervello.

La maggior parte degli studi riporta effetti ansiolitici del Resvetrarolo in condizioni di stress, prove aneddotiche suggeriscono che il Resvetrarolo può migliorare dunque il comportamento ansioso correlato allo stress.
Infine il Resvetrarolo è una delle molecole più importanti correlate alla Longevità proprio forse per questo motivo poichè agisce sullo stress ( deleterio per la nostra salute ).
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Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
Via Caprio Mad.121 CASERTA
CEL.3335691225
Dott.PassarelliR.

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PRESSIONE ALTA ?

13/5/2024

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PRESSIONE ALTA :
La Pressione alta è una condizione che vivono molte persone e può essere correlata a :
SOVRAPPESO E SEDENTARIETA’
ETA’
STRESS
RIDOTTO APPORTO MICRONUTRIENTI
ECCESSO DI SALE
INFIAMMAZIONE E SISTEMA IMMUNITARIO

Tra i consigli che possono essere di aiuto in tale condizione vi sono quelli di :
RIDURRE ALCOL E CAFFE
NON ASSUMERE ZUCCHERI RAFFINATI
INTRODURRE CON LA DIETA PIU’ POTASSIO E MENO SODIO
RESTRIZIONE CALORICA
DIGIUNO INTERMITTENTE


Tra i rischi invece in cui potremmo andare incontro vi sono per citarne solo alcuni :
INSUFFICIENZA CARDIACA
MALATTIA RENALE
ICTUS-INFARTO
DEFICIT COGNITIVO

Una integrazione utile che invece consiglierei è quella a base di :
ANTI OSSIDANTI CONTRO I RADICALI LIBERI
MAGNESIO E VITAMINA D
ARGININA(Vaso dilatatore che aumenta produzione ossido nitrico)
PROBIOTICI(vi è anche una connessione tra microbiota e pressione alta)

VALORI OTTIMALI PRESSIONE: MINIMA MINORE DI 80, MASSIMA MINORE DI 120 120.

Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
cell.3335691225
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COLESTEROLO E VITAMINA D

22/4/2024

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VITAMINA D E COLESTEROLO ?

La dislipidemia è uno squilibrio dei valori del colesterolo totale (TC), del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C), idei trigliceridi (TG) e delle lipoproteine ad alta densità (HDL-C).

La vitamina D si è visto essere correlata in tutto questo attraverso meccanismi sia genetici che non genetici.

La vitamina D è coinvolta nel metabolismo dei lipidi attraverso meccanismi genetici mediati dal recettore della vitamina D (VDR). Il gene VDR è localizzato sul cromosoma 12 (q11-q13). Diversi studi hanno dimostrato che, in alcune popolazioni, alcuni polimorfismi VDR sono associati a livelli più elevati di trigliceridi e colesterolo

La vitamina D inoltre è correlata nel metabolismo dei lipidi anche attraverso vie non genetiche, interferisce in effetti con la produzione di lipidi nei seguenti modi:
Aumentando l’assorbimento intestinale di calcio può svolgere un ruolo nella modulazione della proteina microsomiale di trasferimento dei trigliceridi (MTP), riducendo così la sintesi e la secrezione di trigliceridi . L'aumento dei livelli di calcio intestinale riduce inoltre l'assorbimento intestinale degli acidi grassi a causa della formazione di complessi insolubili calcio-grasso. Il calcio può promuovere la conversione del colesterolo in acidi biliari, con conseguente riduzione dei livelli di colesterolo. 25OHD regola il PTH. Pertanto, la 25-OH-vitamina , regolando il PTH, potrebbe regolare i valori dei trigliceridi .

L’ipovitaminosi D potrebbe inoltre influenzare la funzione delle cellule beta e la resistenza all’insulina, influenzando così il metabolismo delle lipoproteine e determinando un aumento dei livelli di trigliceridi e una diminuzione dei livelli di HDL-C.
L’effetto della vitamina D sul profilo lipidico è stato studiato anche in sottopopolazioni con rischio cardiovascolare più elevato, come i pazienti con diabete mellito di tipo 2 (T2DM), trovando correlazioni significative .

La resistenza all’insulina ha effetti sui lipidi ; pertanto, la vitamina D, avendo un ruolo regolatore sulla resistenza all’insulina , potrebbe agire anche sui lipidi nei pazienti diabetici attraverso questo meccanismo.

Vi sono poi vari studi che dimostrano cio’, ad esempio per citarne uno …in un recente studio sono stati analizzati un gruppo di 120 pazienti sauditi adulti con DIABETE TIPO 2 controllato che hanno ricevuto 2000 UI di vitamina D al giorno per 18 mesi. Dopo questa cura si è verificzato un miglioramento del profilo lipidico (una diminuzione di LDL-C e TRIGLICERIDI ) e un miglioramento della funzione HOMA-β INSULINO RESISTENZA.
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Dunque se abbiamo valori di Colesterolo elevato o se abbiamo insulino resistenza, andiamo sempre a verificare i valori della nostra Vitamina D e integriamola nel modo corretto con l'aiuto del professionista che ci segue
DOTT.PASSARELLI R.

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Dieta Chetogenica,Insulina  e Appetito

29/2/2024

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La dieta Chetogenica è oramai ben conosciuta e apprezzata per i suoi benefici accertati sulla perdita di peso e sulla sensibilità all'insulina .

La grave restrizione nell’assunzione di carboidrati digeribili in effetti riduce infatti la secrezione di insulina portando ad una diminuzione della lipogenesi(nascita di nuovo grasso) e ad un aumento della lipolisi(perdita di grasso) e dei livelli ematici di corpi chetonici (KB).

Una notizia che a molti interessa inoltre è quella che i corpi chetonici prodotti nel fare questa dieta, possono ridurre l’appetito – e di conseguenza l’apporto energetico – direttamente (tramite meccanismi non ancora chiariti) o indirettamente (tramite gli ormoni).

L’aumento del tasso di lipolisi contribuisce alla perdita di peso riducendo i depositi di grasso (in molti tessuti) e le dimensioni degli adipociti, portando a una diminuzione del rilascio di citochine infiammatorie e ad un aumento della secrezione di adiponectina, che, a loro volta, migliorano la segnalazione dell’insulina in tutto il corpo.

La scarsa disponibilità di carboidrati digeribili nella dieta diminuisce anche il glicogeno epatico, la sintesi de novo e il rilascio di trigliceridi (TG) dagli epatociti, migliorando la sensibilità epatica all’insulina e il profilo lipoproteico nel sangue indipendentemente dalla perdita di peso.

Inoltre, l’aumento dell’idrolisi dei TG verso la β-ossidazione e successivamente la chetogenesi migliora la funzione mitocondriale e la resistenza allo stress ossidativo (noto come mitoormesi), migliorando la segnalazione dell’insulina.

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Infine la dieta chetogenica ha un suo effetto anche sul microbiota intestinale nella produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), ma questo dipende da molti aspetti e da come viene strutturata la dieta.

Molti miei pazienti seguono questo tipo dieta ma non tutti, molto dipende dalle singole esigenze e necessità.


Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
Esperto in diete Chetogeniche

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Aminoacidi essenziali? cosa penso...

5/2/2024

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Aminoacidi essenziali ? Io li consiglio sempre ai miei pazienti perché…

-Gli Aminoacidi essenziali orali stimolano la sintesi proteica muscolare in misura maggiore rispetto a una pari quantità di proteine di alta qualità.

-Il fabbisogno di EAA(aminoacidi essenziali) di tutto il corpo aumenta con il deficit calorico,quindi per chi segue diete sono importanti. Se questo requisito non viene soddisfatto, si verificherà la degradazione netta delle proteine muscolari per fornire gli EAA necessari. Dunque non solo in dieta per ipertrofia muscolare ma anche in diete dimagranti o di definizione sono importanti.

-La combinazione di EAA (aminoacidi essenziali ) ed esercizio aerobico, così come esercizio anaerobico , ha un effetto anabolico per il muscolo scheletrico,dunque promuove una sua crescita in entrambi i casi .

-Gli EAA(aminoacidi essenziali) somministrati prima dell'esercizio determinano un maggiore anabolismo rispetto a quelli assunti dopo il completamento dell'esercizio, in ogni caso consiglio anche una piu’ piccola parte da assumere dopo.

-Il consumo a riposo di una dose di solo 1,5 gr si è visto stimolare sintesi proteica , una dose invece superiore ai 15 grammi si è visto non apportare ulteriori benefici. Inoltre un' aggiunta di aminoacidi non essenziali a quelli essenziali si è visto non comportare alcuna ulteriore stimolazione.

(Un grammo di EAA corrisponde a circa 3g di proteine).

-L’aumento del flusso sanguigno negli arti indotto dal nostro esercizio fisico contribuisce aumentando il trasporto degli EAA nel muscolo scheletrico ma dobbiamo sapere che in assenza di esercizio fisico allo stesso modo l’assunzione di aminoacidi essenziali si è vista importante per il ripristino della forza e delle prestazioni funzionali durante l’invecchiamento.

Ai miei pazienti sportivi consiglio sempre assunzione di aminoacidi essenziali in quanto sappiamo bene come vi è un turnover proteico nel nostro organismo che garantisce il continuo rinnovamento delle proteine muscolari degradate e danneggiate ed è importante dunque come già detto per il mantenimento della massa e della funzione proteica muscolare.

Come ben sottoscritto dalla International Society of Sports Nutrition (ISSN) dobbiamo tenere bene dunque a mente queste semplici nozioni fondate sulla letteratura scientifica più moderna e aggiornata.


Dott.Passarelli Riccardo
-Nutrizionista Esperto in integrazione e Alimentazione per sportivi-
www.nutrizionistacaserta.it

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Problemi di Tiroide

25/10/2023

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Problemi di Tiroide ... hashimoto?

-RIDUCI CIBI PRO INFIAMMATORI
-ASSUMI UN POTENTE ANTIOSSIDANTE COME IL GLUTATIONE
-ELIMINA GLUTINE,LATTOSIO,CASEINE
-ELIMINA CIBI GOZZIGENI
-SI A SELENIO,MAGNESIO, VITAMINA C
-VITAMINA D,ZINCO
-PROBIOTICI SPECIFICI


Debolezza, Dolori muscolari, Sensazione di freddo, Aumento di peso... Controlla i tuoi esami del sangue per la tiroide fT3,fT4,TSH,Atpo,Atg e segui una dieta specifica.
Dott.Passarelli R.

​
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#tiroide #dieta #nutrizionista #nutrizionistacaserta
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Diabete,insulina e conta carboidrati

16/10/2023

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Hai mai sentito parlare di conta dei carboidrati ?

Nel diabete tipo 1 e nel diabete tipo 2 è molto importante.

Conoscere quanti grammi di carboidrati vi sono in un alimento è molto facile :
Carboidrati totali nell’alimento = (Peso Alimento X Quantità di CHO in 100 g)/100

Nel diabete tipo 1 o in alcuni casi anche nel tipo 2 , dove il paziente assume insulina è importante conoscere i grammi di carboidrati che si hanno nel pasto per valutare con il diabetologo le dosi di insulina da prendere .

Conoscere 1 dose di insulina quanti grammi di carboidrati riesce a metabolizzare per pasto è molto semplice..semplificando possiamo utilizzare questa formula dove si divide il numero prestabilito 500 per le dosi totali di insulino analogo giornaliere.

Ad esempio se assumi 50 dosi di insulina giornaliere, 500:50=10 , cio’ indica che ogni dose di insulina metabolizza 10 grammi di carboidrati.Questo viene definito il rapporto Insulina/cho.

Il fattore di insulino sensibilità invece ci è utile per capire una singola dose di insulina di quanto può far scendere la nostra glicemia….e puo’ esssere calcolato dividendo il numero prestabilito 1700(se assumi analogo insulina ,se assumi insulina rapida 1500) per le dosi di insulina giornaliere assunte: ad esempio 1700:70=25mg/dl.

Questo indica che 1 dose di insulina è valida per ridurre la glicemia di 25mg/dl.
Per ogni paziente esiste un diverso fattore di sensibilità
all’insulina.

In soggetti magri e quelli che svolgono regolare attività
fisica hanno una maggiore/migliore sensibilità all’insulina.
Invece i soggetti sovrappeso/obesi e quelli sedentari
hanno una minore sensibilità all’insulina.

In basso un esempio di calcolo in una giornata di dieta ...

Dott.Passarelli R.



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Coenzima q10--- Colesterolo e Glicemia

9/10/2023

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Colesterolo ? Obesità? Diabete? …

Conosci meglio il Coenzima q 10 !

Oggi vogliamo fare un approfondimento riguardo questa molecola che svolge la sua principale funzione nei nostri mitocondri.

Il coenzima q 10 è un potente antiossidante in grado di ridurre lo stress ossidativo che è alla base di molte patologie cardiovascolari ed è presente nell’obesità , la quale rappresenta una infiammazione cronica di basso grado.

Le dislipidemie caratterizzata da un eccesso di Colesterolo cattivo ldl ed una bassa quantità di hdl, inducono disfunzione mitrocondriale che causa stress ossidativo e aumento dei radicali liberi, a sua volto lo stress ossidativo è responsabile dell’aumento delle Ldl ossidate(le ldl più pericolose).

In recenti studi però si è dimostrato come il coenzima q 10 possa ridurre Trigliceridi e la lipopotreina A associata a rischio cardiovascolare, inoltre migliori il colesterolo buono Hdl e ossidazione delle LDL (le ldl ossidate sono molto pericolose).

Il CoQ10 esercita inoltre un effetto importate anche sull’ipertensione….agendo in modo diretto sull’endotelio, migliorando l’attività della muscolatura liscia vascolare e riducendo la vasocostrizione e la pressione sanguigna . Infatti, l’effetto protettivo dell’integrazione di CoQ10 sull’ipertensione è associato alla sua capacità di prevenire lo stress ossidativo/nitrativo e di ridurre l’infiammazione. Una diminuizione di coenzima q 10 infine è stata riscontrata in pazienti con insufficienza cardiaca.

Il CoQ10 è efficace inoltre nella prevenzione del danno al DNA.

il CoQ10 alimentare è stato in grado di ridurre perfino la resistenza all’insulina (IR) negli adulti con prediabete , così come nei pazienti sovrappeso e obesi con malattia coronarica e diabete mellito di tipo 2.

Inoltre il coenzima q 10 ha un potente effetto contro le patologie neurodegenerative e dunque un ruolo cardine nell’ anti aging , migliorando l’invecchiamento agendo in connessione con le sirtuine, le proteine della longevità.


Ulteriiori info importanti per te:
E’ bene sapere che tutte le statine diminuendo la sintesi del colesterolo endogeno diminuiscono anche quello del Coenzima CoQ10.
Il corpo umano beneficia maggiormente degli integratori di Ubiquinolo(la forma ridotta di coenzima q10) rispetto agli integratori di Ubiquinone CoQ10
Esami del sangue consigliati per monitorare il rischio cardiovascolare possono essere oltre le Apoa, le Apo b e la lipoproteina A , anche la ricerca delle ldl ossidate.
Infine se sei uno sportivo devi sapere come il coezima q 10 possa migliorare la tua performance, infatti all’interno del mitocondrio, esso favorisce la produzione di ATP in presenza di ossigeno.

Dott.Passarelli Riccardo
cell.3335691225
-Caserta-



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CHETOGENICA E LIPEDEMA

2/10/2023

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Parliamo ancora di Chetogenica....

Un Interessante recentissimo studio (link in basso) dimostra come una dieta a basso contenuto di carboidrati e alto contenuto in grassi come è la chetogenica sia più efficace nel combattere il Lipedema rispetto ad una dieta con normali carboidrati e grassi.
Si è registrato in effetti dopo una valutazione dei pazienti, per 16 settimane, una riduzione nel peso corporeo, nel grasso e nelle circonferenze.
* Il lipedema è un disordine caratterizzato da un eccessivo accumulo di grasso sottocutaneo nella parte bassa del corpo.

Tutto questo è spesso associato ad infiammazione ed obesità, dunque il primo trattamento è quello della perdita del peso corporeo. Un ruolo importante poi hanno anche gli estrogeni nel suo sviluppo come anche il trattare l’iperglicemia se presente.
Nel gruppo di pazienti che segueva la dieta chetogenica in stile mediterraneo (quindi con grassi buoni) sono stati notati miglioramenti anche nello stato di dolore e nella qualità di vita.

In entrambe le dieta sono stati inseriti prodotti antinfiammatori ,molto importanti nel lipedema come vitamina b6,acido folico,beta carotene,vitaminad,a,c,e, omega 3,minerali come selenio zinco e magnesio etc..
Questo studio vuole dimostrare come sia molto importante non solo il deficit calorico ma anche la qualità dei macronutrienti che abbiamo in dieta.

Ovviamente è importante seguire però una dieta chetogenica ben strutturata e con un rapporto chetogenico adeguato .
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Nella foto in basso vediamo due pazienti prima e dopo aver seguito il programma.
Link allo studio: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9415463/
Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
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-Caserta -
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Colon irritabile e Nichel

21/9/2023

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Lo sapevi che vi è una correlazione tra Colon Irritabile e allergia al nickel ?

Uno studio preliminare, condotto da Rizzi et al. 2017 lo ha messo in luce.

Inoltre altri recenti studi come questo studio italiano del 2020 ( https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7468824/ ) hanno dimostrato come ci fosse un miglioramento della condizione di colon irritabile (diarrea , gonfiore etc) seguendo una dieta con alimenti a basso contenuto di nichel in pazienti anche celiaci.

In basso una foto che mostra i cibi ad alto contenuto di fod maps non consigliati per Colon Irritabile associati a quelli ad alto contenuto di nickel .
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In pazienti che lamentano una condizione di disagio continua a cuasa del colon irritabile ulteriori indagini andrebbero eseguite come :
-Patch test per nickel
-Test per la disbiosi Indicano e Scatolo su urine
-Sibo,sovraccrescita batterica intestinale con Test al lattulosio
-Permeabilità Intestinale esame Zonulina
-Probiotici e Psicobiotici
-Integrazione possibile personalizzata Glutammina,menta piperita,acido butirrico,
Vitamina D,Lattoferrina,Triptofano, SCFA.
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Digiuno Intermittente

4/9/2023

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Foto
Foto
Il digiuno intermittente è una dieta sempre più popolare che prevede l’alternanza di periodi di restrizione energetica con periodi di apporto energetico senza restrizioni .

È stato riscontrato che il digiuno intermittente produce una perdita di peso e presenta benefici fisiologici per la salute , ad esempio miglioramenti dei fattori di rischio cardiometabolico e del metabolismo del glucosio .

Inoltre, la restrizione cosi' come impostata richiede un rigoroso rispetto senza alcuna possibilità di flessibilità... Per questo motivo, le persone essendo più attente e lige possono trovare più facile ottenere una perdita di peso.

I regimi di digiuno intermittente sono spesso classificati in tre tipi : digiuno a giorni alterni (ADF), dieta 5:2 e alimentazione a tempo limitato (TRF) .

L’ADF prevede l’alternanza tra un giorno di totale astinenza alimentare e un giorno di alimentazione senza restrizioni .

La dieta 5:2 prevede la limitazione dell’apporto energetico a 500 calorie nelle donne e a 600 calorie negli uomini, per due giorni non consecutivi alla settimana, con un’alimentazione senza restrizioni per il resto della settimana .

La TRF è leggermente diversa, poiché prevede di seguire la stessa routine ogni giorno, mangiando entro un certo intervallo di ore e digiunando nelle restanti ore , ad esempio la dieta 16:8, in cui è consentito mangiare solo entro un Finestra di 8 ore ogni giorno .

Tra gli altri fattori, l’appetito può svolgere un ruolo importante nell’aderenza alle diete a digiuno intermittente.
Molti studi che si sono susseguiti in passato suggeriscono in effetti che l’appetito si riduce a seguito del digiuno intermittente .

Più specificamente, Seimon et al. in alcuni studi hanno suggerito che il digiuno intermittente può attenuare le risposte fisiologiche adattive che tipicamente aumentano la "pulsione a mangiare" quando si è sottoposti a una restrizione energetica continua a lungo termine.

Il digiuno ha effetti pleiotropici, tra cui proprietà antinfiammatorie, perdita di peso attraverso l’imbrunimento adiposo ed esercita un impatto benefico come risultato del passaggio metabolico dal glucosio agli acidi grassi e ai chetoni come fonte di carburante.

Al di la’ di ogni tipologia di digiuno intermittente e’ pero’ sempre importante la qualità e la quantità del cibo che immettiamo nelle finestra temporale dove ci alimentiamo,per questo è bene sempre essere seguiti da un nutrizionista che ha esperienza in questi approcci.
Il digiuno intermittente è utilizzato anche da molti sportivi , calibrando bene la finestra temporale dove alimentarsi in associazione al periodo di allenamento.

Il Digiuno intermittente dunque è una strategia alimentare utile per molte persone ... per chi voglia stare semplicemente in salute ma anche per chi in sovrappeso e sopratutto per chi soffra di insulino resistenza o problematiche di colesterolo.

E’ emerso infine come il digiuno intermittente è in grado anche di influenzare la composizione del microbiota intestinale migliorandolo ,dunque utile per chi soffra di problemi di colon irritabile .
​

E tu hai mai seguito una delle tre tipologie di digiuno?
Ti attendo per iniziare un percorso in studio.
Dott.Passarelli R.
Cell.3335691225
Caserta via caprio mad.121
www.nutrizionistacaserta.it




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Colon irritabile,Reflusso--- Ansia e stress

13/6/2023

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Colon irritabile e Reflusso connessi ad Ansia e Stress

Il Colon irritabile o Ibs è una condizione patologica caratterizzata da possibile :
meteorismo
dolore addominale
episodi di stipsi
episodi di diarrea

Tra le cause più comuni vi sono la Dieta sbagliata,Ansia ,Stress,Utilizzo di farmaci etc…
Riguardo alla sua connessione con stati di Ansia o Stress è bene sottolineare come lo Stress o l’ansia aumentino la tensione muscolare, e la maggiore pressione addominale può interferire sui movimenti intestinali accelerandoli o rallentandoli.
Non da meno inoltre da ricordare il collegamento dell’asse Intestino Cervello.

Meditazione,Probiotici,Psicobiotici,Esercizio fisico, Dieta lOWFODMAP dunque sono alcune delle strategie possibile per migliorare tale condizione.
La persona affetta da Ansia o Stress mostrerà inoltre una produzione inferiore di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina ed un’aumentata produzione di Cortisolo , in quanto nell’intestino vi sono moltissimi nervi che comunicano costantemente con il cervello attraverso segnali (gli ormoni CRH) .

A proposito di Cortisolo elevato elenco alcuni integratori naturali utili per una sua possibile diminuzione: Ashwagandha,Teanina,fosfatidil serina,Gaba,Melatonina.
*Aumentati livelli di cortisolo tra l’altro sono anche la causa di un rallentamento del metabolismo tiroideo.
Lo stress in particolare stimola il sistema nervoso centrale a secernere adrenalina e noradrenalina, che inducono i diversi tessuti a secernere citochine infiammatorie in eccesso e promuovono l’attivazione del fattore nucleare infiammatorio NF-Kb.
Lo stress infine inibisce il sistema parasimpatico, il nostro “freno” interiore, attraverso l’inibizione del nervo vago.
Il nervo vago è un nervo misto; esercita quindi, quando necessario, numerose funzioni sia motorie sia sensoriali…Se il nervo vago è infiammato ciò si ripercuoterà sul nostro intestino.

Più in dettaglio..per potenziare il nervo vago consiglio esposizione al freddo, Meditazione, yoga , Kung fu, Respirazione diaframmatica..
Tra i problemi correlati all’Ansia e lo Stress oltre il Colon irritabile vi è poi anche il Reflusso…
L’ansia in effetti può favorire una maggiore secrezione di acido e in alcuni casi dare la classica sensazione del bolo isterico,nodo alla gola.
La forte componente psicosomatica dell’esofagite da reflusso è stata dimostrata in molti studi ,ovviamente come per il Colon Irritabile anche per il Reflusso è bene seguire una dieta appropriata.

Tra i rimedi naturali per ridurre l’ansia vi sono: Olio di lavanda,Fiori di Bach, I fiori australiani ,Psicoterapia,Griffonia E Melatonina(tra l’altro antogonista anche del cortisolo).
Per concludere… abbiamo potuto notare come la componente Psicosomatica sia di grande rilievo sia per il Colon irritabile che per Il Reflusso gastroesofageo ,dunque è bene quando si ascolti un paziente avere un approccio Olistico e di medicina funzionale in quanto vi sono connessioni nel nostro corpo impercettibili ma che fanno la differenza in riferimento al miglioramento della condizione patologica in esame.
​
Dieta specifica e Integrazione naturale completano il tutto .
Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
www.nutrizionistacaserta.it

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Melatonina :Obesità,Stress e molto altro

23/3/2023

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Melatonina: Obesità ,Stress e molto altro...

La melatonina è diventata sempre più un popolare integratore alimentare… in passato noto solo per ristabilire un miglior sonno ma a oggi si è rivelato un potente antiossidante, di grande aiuto per il sistema immunitario e un regolatore mitocondriale
La melatonina è stata trovata in effetti in molti tessuti diversi, dalla ghiandola pineale e dalla mucosa intestinale fino al cervello, retina, cristallino, coclea, trachea, pelle, fegato, reni, tiroide, pancreas, timo, milza e tessuti riproduttivi . È presente inoltre in quasi tutti i fluidi corporei.

Ovaio policistico,endometriosi,obesità,rischio cardiovascolare,mal di testa, autismo ,prevenzione tumorale sono solo alcuni dei pochi campi di azioni della Melatonina ...
Secondo una recente revisione sistematica e meta-analisi comprendente 23 studi, 11 hanno mostrato risultati significativi dall'integrazione di melatonina sulla perdita di peso, BMI o circonferenza della vita, rispetto al placebo, e i risultati sono stati migliori negli studi che hanno utilizzato dosi di ≤8 mg/ D

È stato confermato che la melatonina migliora la sensibilità all'insulina , induce la rigenerazione delle cellule beta nel pancreas , promuove la sintesi epatica del glicogeno , riducendo così l'iperglicemia nei roditori. Migliora infine la lipolisi e il profilo lipidico.
La Melatonina inoltre acquisisce un ruolo importante nella disfunzione mitocondriale,che è uno dei meccanismi legati alle malattie dell'invecchiamento .

Dati recenti dimostrano in effetti come la melatonina e SIRT3(proteina della longevità) collaborano post-traduzionalmente nella regolazione della generazione e rimozione di radicali liberi dai mitocondri.


La melatonina, che esiste nei mitocondri insieme a SIRT3, influenza la deacetilazione di questa sirtuina e SIRT3 è noto per modulare lo stato redox dei mitocondri e la longevità.


Essendo infine un antagonista del Cortisolo è di grande aiuto in situazioni di stress che oggi come oggi in molti viviamo.

Dott.Passarelli

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Acido Butirrico e Colon Irritabile

16/2/2023

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Colon Irritabile , Acido Butirrico e Burro Chiarificato
Sapevi che l’acido butirrico (che puoi trovarlo sottoforma di integratore o utilizzando il burro chiarificato), svolge un ruolo importante nella riparazione della barriera intestinale, nel miglioramento della permeabilità intestinale, nella sindrome del Colon irritabile , in ulcere, colite ulcerosa, morbo di Crohn.

Inoltre ultimi studi hanno visto come esso abbia un effetto protettiv nella protezione contro il cancro al colon e nella riduzione dell’infiammazione intestinale
Esso viene prodotto naturalmente nell’intestino durante la fermentazione delle fibre alimentari da parte del microbiota intestinale.

Infatti, i batteri buoni della nostra flora intestinale, soprattutto nel colon, consumano fibre non digerite dal nostro cibo , producendo acidi grassi a catena corta (SCFAs) .
L’acido butirrico,essendo un acido grasso a catena corta viene rapidamente assorbito dalle cellule della parete intestinale (epitelio) e viene metabolizzato quasi completamente dopo l’assorbimento nelle cellule del colon. Esso è la principale fonte di energia per le cellule del colon (colonciti).


Gli acidi grassi a corta catena,vengono assorbiti come tali a livello intestinale e veicolati direttamente al fegato al contrario degli acidi grassi a catena lunga.


A tal proposito è bene sottolineare come l’acido butirrico oltre che sottoforma di integratore,in natura puoi trovarlo soprattutto nel burro ghee(burro chiuarificato).


Il burro ghee si ottiene attraverso un processo di centrifugazione, che elimina totalmente dal prodotto tutte le proteine, ossia la caseina e il lattosio, dunque è particolarmente consigliato …inoltre avendo un punto di fumo a 250 gradi, è da prediligere per cucinare e per friggere qualsiasi tipo di alimento ...non rilasciando sostanze dannose, come invece accade con altri tipi di oli.

​
Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizioni
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Colon Irritabile?

14/11/2022

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​MENTA PIPERITA - ALOE VERA - MAGNESIO
Spesso non ne parlano, spesso nessuno te lo consiglierà ma invece sono di grande efficacia !
In alcuni casi puoi evitare Farmaci se segui una giusta Alimentazione ed una Integrazione naturale specifica !
Questi 3 componenti,ad esempio ,seppur molto semplici, potranno migliorare la tua condizione di Colon Irritabile come attestato da numerosi studi e Se si è un professionista aggiornato lo si dovrebbe conoscere .
Dott.Passarelli R.
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La costanza...

11/10/2022

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September 27th, 2022

27/9/2022

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Hai mai sentito parlare di Age ed il loro effetto dannoso ?

Gli Age sono composti chimici che si formano quando gli zuccheri si combinano con proteine o grassi.
Si trovano per esempio sulle superfici dorate o abbrustolite di cibi fritti o carni grigliate, oppure sul pane tostato.
Nella reazione di Maillard gli zuccheri e le proteine si legano tra loro, grazie all’energia fornita dal calore, formando delle sostanze nuove, che noi percepiamo come “buone”…
Il tabacco , la vita sedentaria,l’obesità anche inoltre sono motivo di accumulo di Age.
L'accumulo di AGE aumenta lo stress ossidativo e dà inizio a vari disturbi, portando alla progressione dell'aterosclerosi, delle malattie cardiovascolari, del diabete e delle loro complicanze.
La riduzione degli Age negli alimenti può migliorare significativamente la risposta metabolica dell'insulina ,diminuire il rischio di malattie ,diminuire l’invecchiamento e migliorare la qualità di vita.
Alcuni rimedi naturali sono quelli di utilizzare:
COTTURA AL VAPORE
COTTURE BREVI
COTTURA A BASSA TEMPERATURA
CIBI ALCALINI
CIBI ANTIOSSIDANTI
ATTIVITA FISICA
PERDITA DI PESO
DIETA ANTINFIAMMATORIA
Vi sono poi invece alcuni cibi che aiutano ed hanno proprietà anti-glicazione ...
Come il te verde o l’estratto di guava.
L’estratto di guava contiene in efffetti acidi gallico, ferulico, caffeico e clorogenico e comprende anche flavonoidi, come rutina, quercetina e kaempferolo
I polifenoli presenti nei frutti e nelle foglie del gelso biancoanche includono sostanze come 3- (6-malonilglicoside) quercetina, 3- (6-malonilglicoside) kaempferolo, rutina, tannino, cumarina, astragalina, isoquercitrina, acidi fenolici e terpeni .
Inoltre, la melissa contiene acido rosmarino, che inibisce la formazione di composti AGE.
La curcuma infine è un’altra sostanza importantissima e si è visto che ha portato alla normalizzazione della concentrazione di citochine proinfiammatorie e antinfiammatorie, chemochine, carbossimetilelisina, proteina C-reattiva e HbA1c. Inoltre, la curcumina ha anche ridotto i livelli di glucosio nel sangue, la perossidazione lipidica e una maggiore attività degli enzimi antiossidanti e ha aumentato il diametro delle isole pancreatiche nei topi con diabete indotto. La curcumina ha anche influenzato la rigenerazione delle isole pancreatiche e ha migliorato il funzionamento delle cellule β in vitro.
Dunque un'alimentazione consapevole è la miglior scelta che tu possa fare.
Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
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VITAMINA C   e   OBESITA'

4/9/2022

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Sapevi che esiste una correlazione tra Vitamina C , benessere intestinale e Obesità ?
In questo recente studio infatti si è visto come la vitamina C sia in grado di migliorare la permeabilità intestinale e ridurre la sovraccrescita batterica,oltre che MIGLORARE l’infiammazione di basso grado e l’endotossemia,condizione spesso presenti nei soggetti obesi con sindrome metabolica.
Dunque se soffriamo di sindrome metabolica(ipertensione,obesità centrale,ipertrigliceridemia,glicemia alta) un adeguato apporto di vitamina C è fondamentale.
Cosi come se abbiamo problematiche intestinali ,colon irritabile e permeabilità intestinale ,il ruolo della vitamina C è allo stesso tempo fondamentale.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6327911/
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Psicobiotici ? Ansia ,stress,colon irritabile

5/7/2022

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PROBIOTICI O PSICOBIOTICI ? NE HAI MAI SENTITO PARLARE

Sia Ansia che Stress che Colon irritabile sai che possono dipendere da un microbiota intestinale alterato?

L’asse intestino cervello è noto ormai a tutti.
In effetti si è visto in numerosi studi come i batteri intestinali possano influenzare il nostro stato di salute anche mentale da qui il termine per alcuni tipi di probiotici … di Psicobiotici.

Disturbi intestinali come il colon irritabile possono nascere da problematiche di ansia o di stress e quindi da una componente psicosomatica… cosi’ come problematiche psicosomatiche possono dipendere da una flora batterica alterata. Dunque vi è una bidirezionalità dove a farla da padrone sono proprio i prebiotici e probiotici.
Potremmo migliorare dunque la nostra ansia,stress o depressione attraverso l’uso di psicobiotici e allo stesso tempo migliorare colon irritabile se ne soffrissimo.

Circa 200000 neuroni detti “enterici” sono distribuiti in effetti abbastanza omogeneamente in tutto il tratto gastro-intestinale.

Questi batteri producono sostanze chimiche attive come le vitamine D e K ,neurotrasmettitori serotonina,gaba etc…, acidi grassi a catena corta che attraverso la via sanguigna sono in grado di raggiungere il cervello e modulare alcune risposte fisiologiche.
Una corretta alimentazione e una buona dieta sono il terreno per far si che si sviliuppi un corretto microbiota intestinale comprensivo di tali Psicobiotici , utili ai fine di ottenere un sistema immunitario in salute, evitare una permeabilità intestinale causa di vari disturbi intestinali e non solo , ottenere una maggiore salute mentale riducendo ansia,stress e depressione.

Vi sono in commercio alcuni integratori di Psicobiotici ma consiglio prima di tutto a tal fine anche di aumentare nella nostra alimentazione gli Scfa (acidi grassi a catena corta prodotti dalla fermentazione delle fibre) ad esempio utilizzando come fibra Crusca di avena che ci aiuterà a sostenere un intestino e microbiota in salute.
​
Dott.Passarelli R.
Biologo Nutrizionista
Studio Caserta
Cell.3335691225
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LUOGHI COMUNI ERRATI

14/6/2022

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CREATINA

11/4/2022

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Tu quali integratori usi per lo sport ?

Oggi parliamo per i miei pazienti sportivi di Creatina... a cosa può servire?

-Incremento della performance di singoli e ripetitivi sprint di potenza
-Incremento della resistenza durante contrazioni massimali muscolari
-Incremento massa muscolare,massa magra ed adattamenti di forza
-Miglioramento sintesi del glicogeno
-Incremento soglia anaerobica
-Incremento capacità aerobica
-Miglioramento recupero muscolare


Come descritto in ultima pubblicazione scientifica cui lascio link
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8228369/

*La sua assimilazione è favorita in presenza anche di zuccheri...per i dosaggi su integratori come creatina o qualsiasi altro integratore puoi richiedermi in studio.
​
Dott.Passarelli Riccardo
www.nutrizionistacaserta.it

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Binge: Disturbo da alimentazione incontrollata

14/3/2022

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Se ti rispecchi in questa descrizione potresti essere affetta da disturbo da alimentazione incontrollata:

- Ricorrenti episodi di abbuffate
- Mangiare molto più rapidamente del normale.
- Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni.
- Mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati.
- Bassa autostima
- Insoddisfazione
- Sensi di colpa e disprezzo per se stessi
- Ansia ,depressione o rabbia,tristezza



Consigli :
- Impariamo ad amarci non solo nei nostri punti di forza ma anche nelle nostre debolezza
- Inseriamo altro tipo di piacere nelle giornate
- Cambiamo la routine delle nostre giornate
- Pratichiamo Sport o meditazione
In realtà spesso si mangia anche per riempire un vuoto
Da soli è molto difficile uscirne.


Presso il centro avrai la figura di Supporto Nutrizionale ma anche Psicologica.


Dott.Passarelli R.
cell.3335691225
Studio:
Caserta Via Caprio Mad. 121
Macerata Campania Via Umberto I 20

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